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La concertazione In questi anni la CISL è interprete costante e rigorosa delle scelte fatte nel 1978 all’EUR e ha un ruolo determinante nella stipula di importanti accordi. Con quello del 22 gennaio 1983 viene diminuito il costo del lavoro attraverso un intervento di alleggerimento della scala mobile, che da sola copre una parte cospicua delle retribuzioni, in cambio di provvedimenti di politica economica e fiscale (alleggerimento del carico fiscale sulla busta paga dei lavoratori, adeguamento degli assegni familiari per favorire le famiglie più numerose e con meno reddito disponibile, provvedimenti governativi sull’occupazione e per la “fiscalizzazione” degli oneri sociali, cioè il pagamento da parte dello Stato dei contributi pagati dalle imprese per i lavoratori ecc.). L’accordo del 14 febbraio 1984 fa scendere il tasso d’inflazione sotto quota 10%, cosa che non accadeva dal 1974, ma genera disaccordi e polemiche a tal punto che viene promosso anche un referendum abrogativo di molta parte dell’intesa stessa. Il referendum, sostenuto in particolare dal PCI e dalla componente comunista della CGIL, si svolge il 9 giugno del 1985 e registra una sicura prevalenza delle forze favorevoli all’accordo. Particolarmente critica si presenta la situazione istituzionale agli inizi degli anni Novanta in Italia, alimentata sia dalle vicende politiche internazionali, come la fine dell’esperienza del comunismo reale, sia dall’intreccio di scandali politici scoperti dalla magistratura, che mina ulteriormente il sistema dei partiti politici, accelerandone processi di trasformazione anche radicale e concorrendo all’emergere di forze nuove. Gli ultimi anni sono segnati dalla pratica concertativa con i due protocolli del luglio 1992 e del luglio 1993. Il primo, alle spalle di una crisi monetaria, mette sotto controllo il debito pubblico e l’inflazione corresponsabilizzando le parti sociali e di governo e ampliando gli spazi di contrattazione salariale con l’eliminazione della scala mobile. Il secondo protocollo perfeziona il precedente: la concertazione viene assunta a metodo , affrontando le politiche tariffarie e fiscali e promuovendo un quadro di fattori di sviluppo, e viene riformata la struttura contrattuale. In tale contesto, anche il sindacato si rinnova partendo proprio dai luoghi di lavoro: con gli inizi del 1994 si cominciano a votare in tutte le realtà lavorative le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) un modo più democratico di concepire il rapporto con i lavoratori e la loro azione negoziale e primo passo verso la costituzione di un sindacato unitario. |



