LA PROVINCIA   27 GENNAIO 2008


Troppi sprechi: 365 litri d'acqua al giorno

Enorme il consumo medio dei comaschi. Da Villa Saporiti un cent per metro cubo ai progetti in Africa

Ogni comasco consuma in media 365 litri di acqua potabile ad giorno. E' uno dei dati diffusi ieri dall'assessore provinciale all'Ambiente, Francesco Cattaneo, durante il convegno dedicato alle risorse idriche e ai cambiamenti climatici organizzato dall'Associazione comasca per la cooperazione internazionale. «Un dato simile deve indurci a fare qualche riflessione - ha detto Cattaneo - Sprechiamo moltissima acqua, basti pensare a quante volte lasciamo un rubinetto aperto senza motivo, magari mentre ci facciamo la barba. Ogni anno captiamo dal lago e dalle falde qualcosa come 63 miliardi di litri d'acqua, per una popolazione di 550mila persone. Gli sprechi non sono certo un problema soltanto comasco; il malcostume dilaga e gli esperti intervenuti a Villa Olmo si sono detti preoccupati: «nel 2025 - ha sottolineato Rossella Monti, direttrice di HydroAid - ci saranno 3,5 miliardi di persone che non avranno accesso all'acqua potabile». Bisogna poi aggiungere i problemi legati ai mutamenti climatici in atto: «Se non si arresterà il processo di scioglimento dei ghiacciai alpini - ha spiegato Cristophe Bouvier, direttore del Programma dell'Onu per l'ambiente - potranno esserci difficoltà di approvvigionamento idrico».

Le cause
L'assessore Cattaneo ha quindi evidenziato le criticità comasche: «In alcuni comuni non ci sono i contatori nelle case e i cittadini pagano un forfait, ma in questo modo non si invoglia certo a tagliare gli sprechi. Inoltre, in quasi tutti i paesi del lago c'è una gestione diretta dell'acquedotto da parte dei Comuni, tuttavia spesso il costo del servizio non è coperto dalle risorse che i cittadini erogano, così i Comuni devono aumentare le tasse. Se tutti i giorni riempio la mia piscina , il Comune è costretto a far pagare di più a tutti per coprire i costi dovuti ai miei sprechi. Bisognerebbe far pagare il servizio per quello che realmente costa». Cattaneo cita poi l'eccessiva frammentazione: ◄4Ci sono troppe società pubbliche, andrebbero unificate. Dovremmo seguire le linee indicate dalla Regione: la proprietà delle reti resti pubblica, ma il servizio venga affidato attraverso una gara». Secondo Cattaneo è inoltre importante puntare sulla formazione dei giovani: «Il centro "Crea" lavora ogni anno con 300 classi, credo possano essere proprio i bambini a far cambiare abitudini ai genitori».

L'acquedotto
L'assessore ha quindi annunciato una novità: «Tante aziende oggi utilizzano falde di acqua potabile pur non avendone la necessità, ma presto non sarà più così perchè l'acquedotto industriale verrà ampliato. L'11 febbraio firmeremo con una serie di comuni un accordo di programma che prevede un'estensione della rete. Da un lato arriveremo fino a Orsenigo, dall'altro fino a Olgiate. In caso di necessità, potrebbe essere una fronte di approvvigionamento anche per la protezione civile: basterebbe un potabilizzatore mobile».

L'iniziativa
L'assessore provinciale alla Cooperazione internazione, Simona Saladini, ha invece accolto ufficialmente la proposta formulata dall'associazione che ha organizzato il convegno: «Ci hanno chiesto di destinare a Paesi in via di sviluppo un centesimo di euro per ogni metro cubo d'acqua e abbiamo deciso di portare avanti l'iniziativa. I cittadini della nostra provincia pagano circa 55 milioni di metri cubi l'anno, quindi si otterrebbero 550mila euro. Coinvolgeremo l'Ato e studieremo subito modi e tempi. Giovanni Camilleri (coordinatore di un'agenzia dell'Onu, nrd) ci ha dato la sua disponibilità: farà parte di una commissione che individuerà i progetti da finanziarie e garantirà la trasparenza dell'operazione».

Michele Sada.