ROMA - I pensionati di tutta
Italia sono in piazza oggi a
Roma per manifestare per una
"finanziaria più equa e a
sostegno delle richieste dei
pensionati e degli anziani".
Piazza Navona, nel centro della
capitale, è già gremita di
centinaia di persone che
sventolano bandiere dei tre
sindacati confederali: a
protestare, infatti, ci sono le
tre sigle Spi, Fnp e Uilp.
"Abbiamo lavorato una vita
pagando regolarmente contributi
e tasse. Chiediamo equità e
giustizia per le nostre
pensioni", recita uno striscione
a firma dei tre sindacati
innalzato da un gruppo di
pensionati arrivati da Brescia.
In aria sono stati srotolati
striscioni rossi, verdi e blu, i
tre colori dei tre sindacati
nazionali sorretti da grandi
palloncini: su di essi c'é
scritto: "Più equità ", "Più
sviluppo", "Più giustizia
sociale". Le stesse frasi sono
stampate sul grande cartellone
che fa da cornice al palco
allestito nella piazza. In
attesa dell'arrivo di altri
manifestanti un complesso
musicale dal palco anima i
presenti con le note di vecchi
hit come "Io vagabondo" e
"Scende la pioggia". In piazza
Navona sono già presenti, con
fischietti e tamburelli,
pensionati giunti dalle altre
province del Lazio e da
Calabria, Puglia, Umbria e
Veneto.
Ex metalmeccanici ed ex
minatori, ex impiegati statali
accanto a quelli privati: è
questo il popolo dei pensionati
che stamani stanno manifestando
a Roma. Dalla Val d'Aosta come
dall'Alto Adige, dalla Sardegna
come dalla Sicilia e dalla
Basilicata, sono numerosi gli ex
lavoratori che da tutta l'Italia
hanno deciso di darsi
appuntamento nella capitale. Chi
in treno, chi in aereo, chi in
pullman si sono messi in viaggio
fin dalla notte scorsa per
arrivare a Roma a manifestare. A
piazza Navona è tutto uno
sventolare delle bandiere dei
tre sindacati confederali di
settore, mentre dal palco si
alternano gli interventi dei
leader sindacali. Per ripararsi
dal sole di fine ottobre, ancora
caldo, la maggior parte degli
anziani in piazza si protegge
con cappellini ed ombrelli con
su, rigorosamente, le sigle del
sindacato di appartenenza. "Io
facevo il minatore ad Iglesias -
racconta un 61enne arrivato in
aereo dalla Sardegna - Ho due
figli gemelli di 37 anni e uno è
anche disoccupato. Vivono
entrambi con me e con la mia
pensione. Non ce la faccio ad
andare avanti. Per i giovani,
poi, è sempre più difficile
trovare un posto di lavoro.
Siamo oltre la soglie della
povertà". Le storie dei
pensionati di tutta Italia, di
quelli del nord come di quelli
del sud del paese, si confondono
in questa mattinata romana di
protesta. "Io vado avanti con la
pensione di reversibilità -
spiega una signora arrivata da
Napoli - e ho pure dei figli".
"Siamo qui - spiega un ex
dipendente statale di Modena -
per chiedere una maggiore
attenzione alle preoccupazioni
dei pensionati. Per quanto mi
riguarda condivido la manovra
complessiva ma è necessario una
maggiore attenzione per la
tutela delle pensioni. E' da
oltre dieci anni che andiamo
avanti in questo modo". E poi ci
sono ex dipendenti delle Poste
accanto ai metalmeccanici
arrivati dalla Toscana e
dall'Emilia Romagna. "C'é una
povertà - sostiene uno di loro -
che rasenta ogni limite e anche
chi prima era tranquillo, ora
comincia ad avere paura". Sono
tanti i cartelli e gli
striscioni innalzati in piazza,
tra questi "I tartassati siamo
noi che le tasse le paghiamo", o
ancora, "Ticket sanitari? No
grazie", "Risanamento per una
maggiore giustizia sociale".
FASSINO, CONSAPEVOLI DI ESIGENZE
PENSIONATI
Quelle espresse dalla
manifestazione nazionale dei
pensionati a piazza Navona "sono
esigenze di cui la maggioranza
ed il Governo sono consapevoli"
e per questo "stanno lavorando
per individuare ulteriori
proposte che possano incontrare
il consenso dei cittadini e
soprattutto
soddisfare le esigenze dei
pensionati". Così il segretario
dei Democratici di Sinistra,
Piero Fassino, interviene a
margine della manifestazione
nazionale dei sindacati dei
pensionati, a Roma. "La
stragrande maggioranza dei
pensionati che sono qui - ha
detto Fassino - ha votato per il
centrosinistra ed è contenta di
sostenere l'attuale governo,
guardando con simpatia a Prodi e
alla sua azione. Se sono qui
- ha spiegato il leader Ds - non
é per contrastarne l'azione, ma
per sollecitare il Governo nella
redazione della Finanziaria a
tenere conto delle esigenze dei
pensionati". Assicurando che sia
il Governo che la maggioranza
sono consapevoli di queste
esigenze, Fassino ha ricordato
che le stesse sono state in
parte considerate "già nel testo
presentato in Parlamento" della
Finanziaria e che oggi il
previsto incontro tra Governo e
sindacati dei pensionati a
palazzo Chigi "potrà essere la
prima sede per rispondere alle
sollecitazioni che vengono da
questa manifestazione".
FASSINO, SE CADE PRODI SUBITO AL
VOTO
"Se cade Prodi lo scenario
più rispettoso della volontà
degli elettori e più realistico
rispetto alla dialettica
politica è che si vada a votare.
Non
vedo maturare le condizioni per
larghe intese o per un governo
tecnico istituzionale". E'
quanto ha ribadito Piero Fassino,
intervistato da Giuliano Ferrara
e Ritanna Armeni a 'Otto e
mezzo', la trasmissione di La 7,
registrata in mattinata, e che
andrà in onda stasera.
Fassino ha anche detto che non
ci sono ipotesi di cambiare il
premier come avvenuto nella
precedente esperienza di governo
del centrosinistra. "Noi
lavoriamo - ha assicurato
Fassino - perché il governo
diretto da Prodi sia un governo
di legislatura". Il
segretario dei Ds ha definito la
sua risposta alla domanda sulle
larghe intese di "buonsenso".